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17 marzo
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Caos Organico

Aldilà di come teniamo le mutande nei cassetti, di come organizziamo i libri sugli scaffali, o di quanto può essere disordinata la nostra scrivania, chiediamoci perché — nel design — tendiamo a preferire rigide geometrie, mentre in natura tutto sembra scorrere in modo caotico ed organico?

Per quale motivo invece, se andiamo ad investigare, approfondire e analizzare meglio la cosa, ci rendiamo conto che, in realtà, succede l’esatto contrario? Realizziamo che la natura segue determinati pattern frattali, mentre noi siamo attratti dai flussi organici ed imprevedibili – più  che dai modelli pre-definiti, organizzati e controllati?

Questa è, più o meno, la domanda che devi essersi posto Erik Soderberg. Cross-media artist svedese. Anzi, vista la complessità dell’argomento, sembra che la domanda l’abbia formulata a noi.
Purtroppo il giovanottone non ci offre una risposta diretta ma una serie di immagini che esplorano geometrie, frattali e trame in relazione (e spesso, in contrapposizione) con flussi, contrasti e caos.

La risposta — forse — ci è suggerita dal fatto che dietro ogni sua opera, anche le più apparentemente caotiche e casuali, si nasconde lui: 1,6180339887…, il rapporto aureo, la costante di Fidia.

Poteva spiegarcelo a parole, sia chiaro, ma Erik coi suoi giochi di forme geometriche e trambusti organici, ci spiega  quanto Uomo e Natura siano inseparabili e che, nonostante la natura segua le sue ordinatissime regole, l’uomo può continuare ad amare il disordine, la confusione lo sfascio.

Il risultato non giustifica la nostra tendenza all’autodistruzione, non spiega guerre e follia globale, non risolve nulla, è fine a se stesso.
È bello.

Guardatelo qui:  

 

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